Crisi energetica nei pub britannici: perché il modello Kauss è già pronto
La crisi energetica globale cambia anche il modo di bere una birra
Mentre i pub britannici riducono i consumi, Kauss ha già costruito la propria indipendenza energetica.
Negli ultimi giorni, le notizie provenienti dal Regno Unito hanno riportato al centro del dibattito un tema che per molti anni è rimasto sullo sfondo: la sicurezza energetica.

Le tensioni nello stretto di Hormuz e la forte dipendenza dalle importazioni stanno spingendo il governo britannico a prepararsi a scenari complessi. Si parla apertamente di misure di contenimento dei consumi, che potrebbero avere un impatto diretto anche sul settore della ristorazione.
Tra le ipotesi circolate, alcune sono particolarmente emblematiche: pub invitati a ridurre l’uso di elettricità, frigoriferi spenti durante la notte, forni utilizzati con maggiore parsimonia e, in alcuni casi, persino birra servita a temperature più alte.
Al di là delle singole misure, il messaggio è chiaro: l’energia non è più una variabile stabile.
Dalla crisi dei pub britannici alla sostenibilità: il modello Kauss
In questo contesto, emerge con forza una distinzione fondamentale: c’è chi si trova a gestire un’emergenza e chi, invece, ha costruito nel tempo un modello capace di anticiparla.
Per Kauss, la sostenibilità energetica non è una risposta a una crisi recente, ma una direzione intrapresa con consapevolezza. Un approccio che oggi si traduce in maggiore stabilità, controllo e indipendenza.
Energia elettrica 100% da fonti rinnovabili
L’energia elettrica utilizzata da Kauss proviene interamente da fonti rinnovabili certificate, grazie alla collaborazione con il fornitore locale eVISO.
Questa scelta consente di ridurre drasticamente la dipendenza da fonti fossili e, allo stesso tempo, di proteggersi dalle oscillazioni dei mercati energetici. Non si tratta solo di una questione ambientale, ma anche di visione industriale: costruire un sistema più resiliente, capace di reggere anche in contesti incerti.
Autoproduzione: mentre altri risparmiano energia, Kauss la produce
Accanto all’approvvigionamento esterno, Kauss ha investito nella produzione diretta di energia attraverso impianti fotovoltaici installati sullo stabilimento.
Oggi circa il 50% del fabbisogno elettrico viene coperto internamente. Questo significa non solo ridurre i costi nel lungo periodo, ma soprattutto rafforzare un modello energetico più autonomo e sostenibile, in cui la produzione di birra è sempre più integrata con la produzione di energia.
Energia termica locale e circolare

La produzione brassicola richiede una componente termica importante. Anche in questo caso, la scelta di Kauss è chiara e coerente con il proprio modello di sostenibilità.
Utilizziamo un generatore di vapore alimentato a cippato di legna proveniente dalla gestione forestale delle valli della provincia di Cuneo, un sistema energetico profondamente radicato nel territorio cuneese.
Il cippato è fornito da due aziende locali, con sede a Sampeyre e Piasco, che operano nel rispetto della gestione responsabile delle risorse boschive. Questo permette di mantenere una filiera corta, controllata e realmente sostenibile.
In questo modo, l’energia termica non è solo una necessità produttiva, ma diventa parte integrante di un modello di economia circolare: si valorizzano i boschi del territorio, si riducono i trasporti e le emissioni, e si sostiene concretamente l’economia locale.
Non reagire alla crisi, ma prevenirla
Mentre in altri contesti si iniziano a ipotizzare riduzioni dei consumi e compromessi operativi, Kauss può continuare a garantire continuità produttiva e qualità costante.
Questo non significa essere fuori dalle dinamiche globali, ma aver costruito nel tempo un sistema meno esposto. Un modello in cui l’energia è gestita, prodotta e integrata, non semplicemente acquistata.
È qui che la sostenibilità energetica diventa un vantaggio concreto.
Sostenibilità come scelta strategica
Il caso dei pub britannici mostra chiaramente quanto il settore food & beverage possa essere vulnerabile alle crisi energetiche.
Kauss ha scelto un percorso diverso: investire in energie rinnovabili, sviluppare autoproduzione, costruire relazioni con il territorio e ridurre la dipendenza da fonti esterne.
Non è una questione di comunicazione, ma di struttura. La sostenibilità, in questo senso, è una leva strategica che incide direttamente sulla capacità di un’azienda di affrontare il futuro.
Il futuro della birra è anche energetico
Oggi una birra non è solo il risultato di ingredienti e processo produttivo. È anche il risultato di scelte energetiche, ambientali e territoriali.
Sempre più persone cercano prodotti che abbiano un valore più ampio, che uniscano qualità e responsabilità. In questo scenario, la sostenibilità energetica diventa parte integrante dell’identità di un birrificio.
Kauss: energia pulita, territorio, indipendenza
In un contesto globale incerto, Kauss continua a portare avanti un modello basato su energia rinnovabile, filiera locale e autonomia produttiva, come raccontato anche nel progetto di birrificio agricolo.
Una scelta che permette di guardare al futuro con maggiore stabilità, senza rinunciare alla qualità.
La differenza non è nella crisi, ma in chi era già pronto prima che arrivasse.
Domande frequenti sulla sostenibilità energetica di Kauss
Kauss utilizza energia elettrica da fonti rinnovabili?
Sì. L’energia elettrica acquistata da Kauss proviene al 100% da fonti rinnovabili certificate.
Kauss produce parte della propria energia?
Sì. Grazie agli impianti fotovoltaici installati sullo stabilimento, Kauss autoproduce circa il 50% dell’energia elettrica che consuma.
Come viene prodotta l’energia termica utilizzata da Kauss?
L’energia termica viene autoprodotta tramite un generatore di vapore alimentato a cippato di legna proveniente dalla gestione forestale delle valli della provincia di Cuneo, attraverso due aziende di Sampeyre e Piasco.
Perché il modello energetico di Kauss è diverso rispetto a quello di molti pub britannici?
Perché Kauss ha costruito nel tempo un modello basato su energia rinnovabile, autoproduzione e filiera locale, riducendo così la dipendenza da approvvigionamenti esterni e la propria esposizione alle crisi energetiche.