Storie di Kauss: Mike in Japan

Il beer diary del viaggio del nostro Mike in Giappone

Michael con lo staff del IBrew Giza Pub

Sono stato in Giappone per nove giorni, dal 9 al 18 gennaio 2026. Nove giorni in pieno inverno, quindi sì: il freddo l’ho sentito eccome. Ma ciò che mi ha colpito più di ogni altra cosa non è stata la temperatura, bensì una sensazione difficile da spiegare a parole: vivere immerso in un caos calmo.

Tokyo è una metropoli, anzi, è “La metropoli”. Se i numeri non mi tradiscono, parliamo di circa 13 milioni di persone che si muovono costantemente tra strade, metropolitane, incroci e quartieri. Eppure non c’è stress. È un movimento continuo, ordinato, quasi silenzioso. Un flusso che non ti travolge, ma ti accompagna.
Per la mia natura tutto questo caos, almeno sulla carta, non sarebbe nelle mie corde. E invece, in quei nove giorni, ho avuto la sensazione opposta: ho trovato più confusione in città italiane molto più piccole che a Tokyo.

Tokyo ti abbraccia e ti accoglie, anche senza parlare la tua lingua. Anzi, devo ammettere che ho faticato parecchio a trovare qualcuno che parlasse inglese fluentemente. Ma questo non è mai stato un problema: ogni persona incontrata si impegnava in ogni modo possibile per farsi capire e, soprattutto, per aiutarti. Bastava uno sguardo un po’ spaesato e qualcuno si fermava.

Tra trekking, passeggiate infinite, visite a monasteri buddisti e una preziosissima collezione di goshuin (御朱印) — i timbri calligrafici dei templi, autentici piccoli capolavori — la mia vacanza è stata anche un sorprendente viaggio nel mondo della birra artigianale.

Girando senza meta tra quartieri diversissimi, perdendomi tra grattacieli futuristici e parchi curatissimi, mi sono imbattuto in un piccolo locale a Ginza: una ventina di posti al massimo, atmosfera raccolta e una parete che mi ha lasciato senza parole. Quarantasette spine.
Il locale si chiama Craft Beer Bar iBrew e i ragazzi che lo gestiscono sono semplicemente fantastici. Appena scoprono che sono italiano, parte la radio: Marco Masini, Laura Pausini, 883. Il loro modo di farmi sentire a casa. Parlano poco inglese, ma si fanno capire benissimo.

Una delle tante degustazioni di Mike!

La tap list è una lunga selezione di birre europee, ma il mio interesse era tutto per le produzioni locali. E così è iniziata una lunga, intensa degustazione.

Le birre che ricordo meglio — anche perché la serata è stata piuttosto alcolica e impegnativa — sono tre.
La prima è Erickuma GOGO!!, una West Coast IPA del birrificio Saitama, nata da una collaborazione con il pub. 7% ABV, fresca, fruttata, con note agrumate e tropicali e un amaro persistente: una birra che parla chiaramente agli amanti delle luppolate decise.
La seconda è stata una vera sorpresa: Tomato Gose, sempre dello stesso birrificio. Una Gose prodotta con passata di pomodoro, sale essiccato dell’isola di Yagaji a Okinawa e pepe giapponese. 6% ABV. Mi hanno praticamente obbligato ad assaggiarla perché “dedicata all’Italia”. Devo essere sincero: era incredibile. Uno schiaffo alle papille gustative, in senso positivo. Una sorta di bruschetta liquida, alcolica, sorprendentemente equilibrata.
Infine The Bomb, una Imperial Stout da 10% ABV: cacao amaro, uvetta, sherry, corpo importante, complessa ma pericolosamente beverina.

Lo sticker con il logo di Kauss sul bancone del pub giapponese

Tra un bicchiere e l’altro, inevitabilmente, è uscito anche cosa faccio “a casa”. Con l’aiuto fondamentale di Google Translate, ho raccontato ai ragazzi del pub che lavoro al Birrificio Agricolo Kauss, spiegando il nostro modo di fare birra, il legame con il territorio, l’attenzione alle materie prime e la filosofia che sta dietro a ogni nostra cotta. Loro ascoltavano curiosi, annuivano, facevano domande.
La serata si è conclusa con uno scambio che sa di birra vera: sticker, gadget, sorrisi e promesse non dette. Chissà se un giorno li vedremo comparire davvero a Piasco, davanti a una pinta appena spillata. Io lo spero. E se succederà, ve lo racconterò.

La serata è proseguita con molte altre birre, abbastanza da farmi rientrare nel capsule hotel molto sereno e decisamente barcollante.

La cosa più bella che ho scoperto è che locali come questo, a Tokyo, sono ovunque. La birra artigianale qui è una cosa seria.
Potrei raccontarvi anche di quella volta in cui mi hanno fatto spillare birra durante il festival-expo dei Samurai al parco di Ueno…
Ma quella è un’altra storia. Magari, un giorno, ve la racconterò.

Un saluto
dal vostro Mikey di quartiere 🍻

Mike vi aspetta ogni settimana alla Kauss Haus!

Orari di apertura:
• Venerdì e sabato dalle 15:00 alle 20:00
• Domenica dalle 14:30 alle 20:00

La birra preferita di Mike è la Nagoj, se la volete provare la trovate qui sotto:

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